tante prove prima di fare la quadra!
Rispetto al Post "ultima fatica" feci quella prima cottura con pezzi crudi sia di argille da alta preparate da me sia con terre da bassa temperatura, dopo 13/14 ore di fuoco giunsi infine a piegare il cono da 980°C,
in un primo momento mi sembrò soddisfacente, ma il fatto era anche voler giungere in futuro a cuocere a 1280/1300°C, va da sè che tale idea mi portava a pensare a cotture dell'ordine di 24H ed essendo solo e fondamentalmente poco avvezzo a fatiche estreme mi si iniziava a formulare l'idea che qualcosa andava modificato, in primis il forno così come visibile nel post/video di cui sopra era enorme, parliamo di una camera parallelepidica con volta a tutto sesto di misura 150 x 100 x 80 cm, mattoni pesanti con abbondante inerzia termica, una progettazione pari a zero, intendo dire che non avevo la più pallida idea di come proporzionare la camera i focolari ed il camino, il forno posso dire è nato e venuto così un pò per la disponibilità di materiale riciclato e un pò per una mia carenza informativa in fase di eventuale progettazione, mi sono direi messo a testa bassa a faticare, se ne paga la scotto ma va bene uguale.
Quindi tornando al discorso dell'aver notato una certa sproporzione tra volontà di fatica e possibilità di successo per le alte temperature ho iniziato a fare qualche altra cottura tentando di arrivare a 1300°,
da questi tentativi nè è nata la conferma che qualcosa non andava, non mi dilungo sui vari aspetti ma di certo quel giorno in cui ho raggiunto i 980°C è stato direi quasi un colpo di fortuna, nel senso che avevo caricato il forno in maniera tale che in parte avevo limitato la sua capacità dispersiva e quindi con fatica avevo raggiunto i 980, dico questo per che nelle cotture successive e con varie modifiche al forno con fatica raggiungevo i 900° dopo 15 ore, con una carico nel forno più ordinato con maggior circolazione d'aria e altro... insomma non funzionava quanto meno nel senso che non avrei voluto stare 24h ore davanti ad un forno consumando più di un metro cubo di legna.Tutto ciò mi ha portato a considerare l'idea che mi dovessi informare, in primis da colleghi ceramisti e poi scandagliando bibliografie, alla fine sono giunto al famoso libro "the kiln book" di Olsen, ho quindi iniziato a fare disegni e calcoli per vedere come ridimensionare il mio forno ed avvicinarlo il più possibile ad un fastfire downdraft.
Ora siamo a marzo e finalmente sono riuscito a piegare il cono 9 e quasi il 10 con 13 ore di cottura e poco meno di un metro cubo di legna, quasi tutto cerro (quercia) tagliata a spicchi il più fini possibile almeno per la parte dai 500° in sù.Il forno ora ha una dimensione di camera di 90 x 90 x 80 cm.
Considero dunque questa la prima vera cottura del forno, già ho fatto degli errori, ma il bello è quello e le prossime cotture saranno occasione di rimedio.

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